Il mondo potrebbe non sembrare proprio un faro di positività e luce in questo momento, soprattutto per quanto riguarda l’ambiente e l’allentamento delle tensioni globali, ma ricordiamoci che ci sono tantissime storie positive là fuori, specialmente nel settore della stampa e della carta.
Che si tratti dei tassi di riciclaggio che continuano ad avvicinarsi ai loro limiti massimi o della graduale eliminazione degli imballaggi in plastica a favore di alternative a base carta, ci sono molti motivi di soddisfazione per l’industria cartaria e della stampa. E con aziende e organizzazioni di tutto il mondo che continuano a fare ricerca e a investire in una delle nostre risorse più sostenibili, quest’anno promette di offrirci ancora più motivi per festeggiare.
Tasso di riciclaggio ai vertici mondiali
L’Europa continua a essere leader mondiale nel riciclaggio della carta: a luglio è stato annunciato che nel 2024 il tasso di riciclaggio di tutti i prodotti cartacei ha raggiunto il 75,1%. In tutta Europa, gli imballaggi in carta vantano i tassi di riciclaggio più elevati tra tutti i materiali da imballaggio, raggiungendo un impressionante 83,1%.
Grazie a una maggiore efficienza nella gestione dei rifiuti e alla maggiore consapevolezza dei consumatori, questi elevati tassi di riciclaggio si riflettono negli Stati Uniti, che nel 2024 hanno raggiunto un tasso di riciclaggio del 68,2%. «Il mercato europeo della carta da riciclare funziona bene e siamo sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di riciclaggio che ci siamo prefissati, pari al 76% in Europa entro il 2030», ha affermato Valeria Salvadori, presidente del Consiglio europeo per il riciclaggio della carta. «La carta è il materiale più riciclato nell’UE e il settore cartario europeo sta definendo standard di riferimento globali per i tassi di riciclaggio, cosa di cui sono molto orgogliosa».
Le energie rinnovabili: la fonte energetica dominante
L’anno scorso ha segnato una tappa fondamentale nel settore energetico, poiché a ottobre è stato annunciato che, nei primi sei mesi dell’anno, le energie rinnovabili avevano superato il carbone come principale fonte mondiale di elettricità. Nonostante la crescente domanda di elettricità a livello globale, la crescita dell’energia solare ed eolica è stata così forte da soddisfare il 100% di questa domanda aggiuntiva, contribuendo a determinare una leggera diminuzione dell’uso di carbone e gas.
Nel frattempo, nel Regno Unito, nel 2025 è stato dato il via libera a un numero record di progetti nel settore delle energie rinnovabili, favorendo la crescita dei parchi eolici offshore. Questo boom è stato trainato dalle richieste di costruzione di nuovi impianti di accumulo a batteria, che sono quasi raddoppiate, mentre le autorizzazioni urbanistiche per i progetti eolici offshore sono state sette volte superiori rispetto al 2024.
Essendo uno dei maggiori utilizzatori industriali di energia rinnovabile, l’industria cartaria europea, che opera utilizzando oltre il 60% di energia rinnovabile, accoglierà con favore questo aumento.
La prova che la carta è più sostenibile dei supporti digitali
Per quanto riguarda l’elaborazione e la memorizzazione delle informazioni, è risaputo da tempo che la carta batte il digitale, motivo per cui la maggior parte delle scuole preferisce che gli studenti utilizzino la carta piuttosto che i dispositivi elettronici per imparare. Tuttavia, i supporti digitali continuano a essere il mezzo di comunicazione dominante grazie al loro costo relativamente basso e alla convinzione che siano più rispettosi dell’ambiente.
Sebbene gli operatori del settore cartario e della sostenibilità sappiano bene che non è così, le prove concrete a sostegno delle affermazioni delle aziende secondo cui il digitale sarebbe meno dannoso per l’ambiente sono state scarse – almeno fino ad ora. Uno studio condotto dai ricercatori dell’Oeko-Institut in Germania ha rilevato che la stampa è meno dannosa in termini di emissioni di gas serra rispetto alle sue controparti digitali, con un’impronta di carbonio pari a non più di un quinto di quella delle soluzioni online.
Il team ha studiato il ciclo di vita di un opuscolo stampato e di un annuncio pubblicitario su giornale, confrontandoli con un file PDF e un banner pubblicitario, avvalendosi di rilevazioni effettuate presso tipografie in Germania, Austria, Svizzera e Paesi Bassi, nonché presso centri dati situati nell’Europa centrale. In quasi tutti i casi, il potenziale di emissioni di gas serra derivante dalla stampa era nettamente inferiore a quello del formato digitale.
Dalla plastica alla carta
Negli ultimi 12 mesi si è assistito a un crescente impegno da parte di aziende e marchi per ridurre drasticamente la quantità di plastica utilizzata nei propri imballaggi, sostituendola con alternative a base carta che stanno rapidamente sviluppando le stesse proprietà barriera in grado di proteggere prodotti di ogni tipo. Tra gli esempi più interessanti figurano l’utilizzo da parte di M&S di imballaggi in carta certificati FSC per la propria linea di intimo maschile “Essentials”, il lancio da parte di Tetra Pak in Spagna della “prima barriera al mondo” a base carta per il confezionamento dei succhi di frutta e lo sviluppo in Norvegia di una soluzione a base carta per il confezionamento di materassi di alta gamma.
Poiché il regolamento dell’UE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio fissa obiettivi ambiziosi per il riciclaggio di tutti i materiali entro il 2030, nel 2026 le aziende di tutta Europa si impegneranno ancora di più per aumentare la circolarità dei propri imballaggi, e la carta e il cartone saranno i materiali più ovvi da utilizzare.
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