Di Sam Upton
Uno studio rivoluzionario dalla Germania mette in discussione l’idea che il marketing digitale sia la scelta più ecologica.
Tra i miti che circondano la carta e la stampa, uno dei più persistenti è che la pubblicità online sia più rispettosa dell’ambiente rispetto a quella cartacea. La teoria sostiene che, poiché i media digitali non hanno una presenza fisica, non abbiano nemmeno un’impronta di carbonio. Tuttavia, questa teoria ignora con leggerezza l’enorme quantità di energia necessaria per creare, archiviare, distribuire e monitorare la comunicazione digitale, energia che non può essere riciclata – a differenza della carta.
Sebbene diversi studi abbiano misurato l’impronta di carbonio di vari media digitali e fisici, nessuno aveva confrontato direttamente la stessa pubblicazione distribuita sia in formato online sia cartaceo, ed è proprio ciò che ha fatto l’Öko-Institut di Friburgo, in Germania. I risultati della sua ricerca mostrano che la stampa può non solo avere un’impronta di carbonio pari a un quinto rispetto all’online, ma può anche raggiungere un pubblico più ampio rispetto al suo equivalente digitale.
Dettagli approfonditi
Intitolato “Valutazione comparativa del potenziale di gas serra della pubblicità cartacea rispetto alla pubblicità online”, lo studio ha adottato un approccio estremamente dettagliato per misurare le impronte di carbonio dei due media. Il team di ricerca ha analizzato il ciclo di vita di una brochure stampata di 24 pagine e di un annuncio su giornale, confrontandoli con la stessa brochure scaricata in formato PDF e con un banner pubblicitario, utilizzando dati provenienti da tipografie in Germania, Austria, Svizzera e Paesi Bassi. Per le versioni online, il team ha esaminato file scaricati da data center situati nell’Europa centrale.
Il ciclo di vita della brochure cartacea iniziava dalla gestione forestale e dalla produzione della carta, per poi includere i processi di stampa, l’energia e i materiali di consumo, e la distribuzione fino al lettore finale. La versione online, invece, comprendeva la produzione di computer o telefoni, i data center che ospitano i file e le reti necessarie per la loro distribuzione.
L’impronta di carbonio dell’annuncio stampato – una pagina della brochure di 24 pagine – è stata calcolata in 642 kg di CO2e, cinque volte inferiore rispetto all’alternativa in PDF, pari a 3.360 kg di CO2e. Per l’intera pubblicazione, l’impronta di carbonio della versione cartacea è risultata pari a 67 kg di CO2e, contro i 102 kg di CO2e della versione digitale.
La scelta sostenibile
I risultati confermano ciò che Two Sides e i suoi membri sostengono da tempo: la carta è più sostenibile. Che venga utilizzata come pubblicazione, pubblicità, mezzo di comunicazione, libro o imballaggio, il suo processo di produzione altamente efficiente e un tasso di riciclo sempre più vicino al 100% la rendono uno dei materiali più ecologici al mondo.
Nonostante ciò, persistono molte idee sbagliate, come quella secondo cui la pubblicità cartacea sprechi risorse perché utilizza carta (non è così – gli annunci stampati spesso raggiungono più lettori per copia, distribuendo le emissioni su molte visualizzazioni) oppure che le impression digitali siano prive di emissioni (non è vero – ogni visualizzazione consuma elettricità e capacità infrastrutturale).
Ciò che questo studio dimostra una volta per tutte è che la carta rappresenta l’opzione più rispettosa dell’ambiente, oltre a essere la più efficace. Con l’accumularsi delle prove, è solo questione di tempo prima che i miti vengano sostituiti dai fatti e la carta diventi la scelta più sostenibile.
Per maggiori informazioni sull’Öko-Institut di Friburgo, visita oeko.de.
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